Recensione | Scarlet di Meyer Marissa



EDITORE: Mondadori (collana Chrysalide)

PAGINE: 427

PREZZO cartaceo: 14,45

PREZZO ebook: 4,99

LINK ACQUISTO: IBSAMAZON

La serie Cronache Lunari è così composta:
#1 Cinder | #2 Scarlet | #3 Cress  | #4 Winter | 


Trama

Anno 126, Terza Era. Androidi e umani popolano le strade di Nuova Pechino, sotto lo sguardo implacabile degli abitanti della Luna. Cinder, giovane cyborg e legittima erede al trono lunare, evade dalla prigione in cui è stata rinchiusa per partire alla volta di Parigi, alla ricerca della donna che in passato l’ha nascosta dalla malvagia Regina Levana. Il suo destino si intreccia a quello di Scarlet, giovane contadina francese costretta ad abbandonare la sua fattoria per ritrovare la nonna, scomparsa senza lasciare traccia. Insieme, con l’aiuto dell’ambiguo Wolf, esperto di combattimenti clandestini, e dell’affascinante cadetto Carswell Thorne, Scarlet e Cinder scopriranno di dover combattere un nemico comune: la Regina Levana, pronta a scatenare la guerra per indurre il principe Kai a sposarla e affermare la supremazia dei Lunari sulla Terra. Vigilata da una luna ostile e minacciosa, Scarlet, moderna Cappuccetto Rosso, dovrà attraversare una città insidiosa come il profondo del bosco, e scoprire se dietro il conturbante Wolf si nasconde un alleato… o un predatore. 

Recensione

Bentornati! Oggi due recensioni in un colpo solo: sono parecchio indietro e voglio recuperare. La seconda recensione di oggi è di un libro che non vedevo l’ora di recuperare (leggersi: divorare): il secondo volume de Le Cronache Lunari, Scarlet. Avevo adorato il primo volume, ma con questo secondo libro mi sono completamente innamorata.
Come il primo libro, anche questo è un retelling di una fiaba classica, ovvero Cappuccetto Rosso, ma non bisogna pensare che con questo secondo volume la storia di Cinder sia stata abbandonata a se stessa, anzi: Marissa Meyer riesce abilmente ad intrecciare la sua tela e a far combaciare il percorso delle due eroine.
Il mondo che abbiamo fino ad ora conosciuto si amplia: a Nuova Pechino si aggiunge Parigi; a Cinder, Kai ed Iko si aggiungono Scarlet, Wolf e il capitano Carswell Thorne. E se mi ero innamorata di Cinder e gli altri, questi nuovi personaggi sono davvero qualcosa di unico.
lunar_chronicles___scarlet_benoit_by_lostie815-d6wlfy0Scarlet Benoit, la protagonista che dà nome all’intero romanzo, è una giovane donna forte, che parte alla ricerca della nonna dispersa e che finisce per trovare qualcosa che non si aspettava. Ho davvero adorato il personaggio di Scalet: è una ragazza all’apparenza brusca, a volte irascibile e troppo impulsiva, ma si preoccupa immensamente per le persone che ama. Disposta a tutto pur di ritrovare l’adorata nonna Michelle, la sola che sente di poter chiamare “famiglia”, accetta di collaborare con un ragazzo dall’aspetto poco raccomandabile, di nome Wolf, pur di ritrovarla.
La storia di Scarlet si alterna con il proseguimento della storia di Cinder, in modo tale che le due possano proseguire parallelamente. In questo modo il ritmo rimane sempre sostenuto e veloce, rendendo la lettura estremamente piacevole: riesce veramente a tenerti incollato alle pagine, fino a che non scopri l’ultima pagina!
In particolare, questo secondo volume è importantissimo perché vediamo veramente la creatività della Meyer. Se, infatti, nel primo libro – conoscendo la fiaba originale – potevamo supporre determinati avvenimenti; in questo secondo libro l’originalità la fa da padrona e si possono già intravedere i fili che l’autrice intende muovere. Il finale, come quello del primo libro, ti lascia con la voglia di saperne di più e di avere già tra le mani il libro successivo. 

ratings-5

Recensione | Red di Kerstin Gier



EDITORE: Corbaccio

PAGINE: 329

PREZZO ebook: 5,99

PREZZO cartaceo: 9,35

LINK ACQUISTO: IBSAMAZON

La serie La Trilogia delle Gemme è così composta:
#1 Red | #2 Blue | #3 Green  | 


Trama

Per l’amica Leslie, Gwendolyn è una ragazza fortunata: quanti possono dire di abitare in un palazzo antico nel cuore di Londra, pieno di saloni, quadri e passaggi segreti? E quanti, fra gli studenti della Saint Lennox High School, possono vantare una famiglia altrettanto speciale, che da una generazione all’altra si tramanda poteri misteriosi? Eppure Gwen non ne è affatto convinta. Da quando, a causa della morte del padre, si è trasferita con la mamma e i fratelli in quella casa, la sua vita le sembra sensibilmente peggiorata. La nonna, Lady Arisa, comanda tutti a bacchetta con piglio da nobildonna e con l’aiuto dell’inquietante maggiordomo Mr Bernhard, e zia Glenda considera lei, Gwen, una ragazzina superficiale e certamente non all’altezza del nome dei Montrose. E poi c’è Charlotte, sua cugina: capelli rossi, aggraziata, bravissima a scuola e con un sorriso da Monna Lisa. È lei la prescelta, colei che dalla nascita è stata addestrata per il grande giorno in cui compirà il primo salto nel passato. Charlotte si dà un sacco di arie, ma Gwen proprio non la invidia: sa bene che si tratta di una missione pericolosissima non solo per la sua famiglia ma per l’umanità intera, e da cui potrebbe non esserci ritorno. E non importa se Charlotte non viaggerà sola ma sarà accompagnata da un altro prescelto, Gideon de Villiers, occhi verdi e sorriso sprezzante… Gwen non vorrebbe davvero trovarsi al suo posto. Per nulla al mondo… 

Recensione

Era da davvero tanto tempo che desideravo iniziare questa trilogia e, devo ammetterlo, se l’avessi letta quando uscì nel mercato anni fa, probabilmente sarebbe diventata una delle mie serie preferite.  Ma la vita è misteriosa ed oramai non posso tornare indietro. Nonostante l’abbia letto solo ora, però, il primo libro della Trilogia delle Gemme mi è davvero piaciuto. Ha tutto quello che deve avere una saga letteraria YA per funzionare: una giovane eroina, una controparte maschile dotata di neuroni funzionanti, tanti intrighi, poche risposte e, dulcis in fundo, viaggi nel tempo.
Amo, amo, amo leggere di viaggi nel tempo – se ben scritti (ancora ricordo l’orrore di HP8) – e questo è proprio il caso da portare ad esempio. In questo primo libro ci viene solo introdotta la questione, non si capisce bene il segreto dietro a questi geni che permettono di viaggiare nel tempo; segreto custodito dalla Loggia del conte di Saint Germain, figura ambigua e punto centrale da cui si dirama il mistero. E di cui, ovviamente, non sappiamo ancora nulla di preciso.
I personaggi principali, Gwendolyn e Gideon, sono due ragazzi dai caratteri ben delineati. Lei è timida e insicura, ma allo stesso tempo possiede grande coraggio e forza d’animo ed affronta al meglio delle sue possibilità e sempre con ironia una vita a cui non era destinata. Lui si mostra strafottente, sicuro di sé, insofferente verso la scarsa preparazione di Gwen; ma in realtà è molto generoso e protettivo. Insomma, è una coppia che funziona: si completano a vicenda. Tuttavia la romance tra Gwendolyn e Gideon l’ho trovata un po’ debole e forzata, avrei preferito che sviluppasse più gradualmente, magari facendola iniziare proprio nel libro successivo. Introdurla già in questo primo volume mi è sembrato troppo, anche perché Gideon passa dall’essere innamorato di Charlotte ad iniziare un flirt con Gwen e per me è stato un po’ affrettato. Non so, forse sono io che mi piace molto di più vederli cuocere nel proprio brodo.
Parlando di personaggi, un altro personaggio che per me poteva essere sfruttato meglio è Leslie, migliore amica di Gwen e, in pratica, wikipedia di questo mondo. Molto intelligente, fedele e sempre di sostegno a Gwendolyn, ma lasciata un po’ in disparte. Viene descritta quasi unicamente per spiegare il mondo e per fornire a Gwen (e a noi) più informazioni possibili. Poteva dare molto di più.
Ho trovato questo libro un buon punto di partenza: l’autrice aveva a disposizione tre libri per raccontare la sua storia e non spiattellare tutto nel primo libro è stata una scelta saggia. Non vedo l’ora di scoprire tutta la storia leggendo i seguiti!

ratings-4

Recensione | Il Gatto che aggiustava i cuori di Rachel Wells



EDITORE: Garzanti

PAGINE: 236

PREZZO ebook: 7,99

PREZZO cartaceo: 8,42

LINK ACQUISTO: AMAZON | IBS


Trama

Come ogni gatto, Alfie adora passare le sue giornate sonnecchiando sul divano davanti al camino. Un po’ di carezze, un po’ di fusa rumorose, ed è felice. Ma all’improvviso è costretto a lasciare la casa in cui è cresciuto, e si ritrova solo e sperduto per le strade di Londra. Tutto cambia quando arriva in Edgar Road, una via piena di verde e di bellissime villette a schiera. Alfie capisce subito che solamente lì può sentirsi di nuovo a casa. Solamente lì può trovare una nuova famiglia. Eppure gli abitanti del quartiere non sono pronti ad accoglierlo. Concentrati sui loro problemi, non hanno tempo per occuparsi di lui. Fino a quando scoprono che non è un gatto come gli altri. Ha un dono speciale: è capace di riconoscere i desideri più nascosti. Alfie sa bene che Claire è ancora in cerca di amore dopo essere stata lasciata dal fidanzato; che Jonathan, cinico e disincantato, in realtà si sente troppo solo, e che Polly vorrebbe solo qualcuno in grado di proteggerla. Giorno dopo giorno, si accorgono di quanto abbiano bisogno di lui. Il loro nuovo amico è pronto ad aiutarli, a provare a cambiare le loro vite, a riaccendere le loro speranze. Perché Alfie è in grado di aggiustare quello che il destino a volte ha rotto e ad ascoltare la melodia silenziosa dei loro cuori.

Un romanzo che è un caso editoriale unico. Con 100.000 copie vendute in un mese è salito in vetta alle classifiche inglesi. Adorato dai librai indipendenti, Il gatto che aggiustava i cuori ha acceso tra i lettori un inarrestabile passaparola. Un protagonista dolce e buffo come il gatto Alfie, e la sua capacità di aiutare le persone a ritrovare sé stesse. Un libro che regala felicità, e insegna che c’è sempre una sorpresa in arrivo.

Recensione

Eccomi tornata con l’ultima recensione di questo mese e vi parlo di un libro davvero carino, rilassante, adatto a tutti. Sto parlando de Il Gatto che aggiustava i cuori di Rachel Wells. La cifra particolare di questo romanzo è che è narrato dal gatto della storia, Alfie, un gatto che, dopo aver perduto la sua padrona, si è trovato costretto a vivere da gatto di strada per un po’, fino al suo arrivo a Edgar Road, dove ha preso la decisione di essere un gatto dei portoni e di trovarsi delle famiglie, per evitare la vita da vagabondo in futuro. Nelle quattro case che sceglie di visitare incontra persone apparentemente diverse tra loro – una donna appena lasciata da marito, Claire; un uomo disincantato e solo, Jonathan; due famiglie con bambini sradicate dalla loro città e paese d’origine – ma accomunate dal bisogno di affetto e amore che solo un gatto può dare. E quel gatto è proprio Alfie.

Ho trovato la storia un po’ lenta all’inizio, ma dopo i primi dieci capitoli circa inizia a prendere un buon ritmo. Ci sono degli errori di traduzione a mio avviso (frasi che non filano proprio benissimo), ma in compenso il libro si legge molto facilmente. Le storie che si intrecciano tra loro sono ben sviluppate e ben descritte, ma le ho trovate già sentite, un po’ banali.

Questo è un libro che consiglio decisamente agli amanti degli animali, ma anche a tutti coloro che desiderano leggere una storia tenera, senza troppi colpi di scena, commovente, che non richieda troppo sforzo mentale. Se non fosse che siamo a gennaio, direi che è un ottimo libro per una lettura da spiaggia.

ratings-4

Recensione | Il Giardino di Penelope di Elena Scigliuzzo



EDITORE: Centauria (collana: Talent)

PAGINE: 336

PREZZO ebook: 4,99

PREZZO cartaceo: 8,42

LINK ACQUISTO: AMAZON | IBS


Trama

Di tutti i lavori ingrati e bastardi, questo è senza dubbio il peggiore. Sofia è furibonda. Daniele Treves, scrittore bestseller, per ignoti motivi vuole pubblicare il suo prossimo romanzo con la piccola ma raffinata casa editrice Dionea, per cui lei lavora. A una condizione: per tutto il tempo che gli servirà a finire di scriverlo, vuole un editor a sua disposizione nella villa di Roma, pronto a leggere, correggere, commentare e persino a fargli da autista. E Roberto, l’editore, ha scelto proprio lei. Che non chiedeva di meglio – in fondo, a quindici anni, un romanzo di Treves le ha cambiato la vita – fino a che non ha scoperto che il suo eroe è un uomo riottoso e lunatico, in una parola insopportabile… E irresistibile. Non ci vuole molto prima che le necessità professionali entrino in conflitto con gli impulsi del cuore, un sentimento che minaccia di travolgerla e contro cui Sofia si ritrova a lottare fino a graffiarsi l’anima. Mentre le ombre del passato, suo e di Daniele, si addensano minacciando di cancellare il futuro.

Questo romanzo di risate e malinconie, rabbia e batticuore è la storia di una donna che crede di volere la pace e vuole la passione. Di un uomo che cerca una parte perduta del suo cuore. Di molte trame in un eterno giardino, un Eden abitato dai profumi dell’estasi e dal serpente della sofferenza. E di un libro, naturalmente: perché solo il potere delle parole è capace di ricomporre le schegge impazzite di due vite nella luminosa armonia di un amore.

Recensione

Bentornati nel mio blog, splendidi lettori. La lettura di questo libro – che fa parte della mia rosa di libri scelti per la reading challenge (paese: BRASILE) – aspettavo di farla sin da quando è apparso sul mercato. Non vedevo l’ora di immergermi nel mondo creato da Elena Scigliuzzo e di uscirne arricchita, ed ora che finalmente l’ho terminato, ecco per voi la recensione.

Il giardino di Penelope, suo romanzo d’esordio, è un piccolo gioiello. L’ambientazione è curata in ogni singolo dettaglio, e questo è dovuto alla ricerca eseguita dall’autrice sia sul mondo dell’editoria – centrale ai fini della trama – sia per quanto riguarda le località descritte. L’intera costruzione si regge perfettamente. I personaggi sono ben delineati: sono costruiti a 360°; ci vengono mostrati pregi e difetti e questo riesce a far immergere completamente il lettore nella realtà rappresentata. Sofia, la protagonista, è una donna forte, indipendente, dedita al suo lavoro di editor, che vive per la carta stampata, ma allo stesso tempo è una donna fragile, che fugge di fronte ad emozioni che la coinvolgono in maniera troppo profonda. Emozioni che vengono provocate in lei da Daniele Treves, un uomo disincantato, che vive attraverso le sue parole, attraverso le quali cerca di trovare un senso alla sua stessa esistenza. 

Non lasciatevi ingannare, però, perché in questo libro non troverete la classica storia d’amore. A dirla tutta, io non considero questo libro come un romanzo rosa, anzi. Per me, è più che altro un romanzo introspettivo. La storia d’amore fa da sfondo a una trama orizzontale più importante. Viene narrato un percorso di crescita, sia a livello di coppia che a livello individuale. Deve essere il singolo che deve scegliere se viaggiare e cercare, se fuggire, se tornare a casa. E bisogna essere in due per far crescere un rapporto di coppia, fatto di incomprensioni, complicazioni, di vita vera. Ho trovato questo messaggio molto realistico e veramente, veramente bello. 

Una scrittura curata per una lettura scorrevole, appassionante, da finire in un solo fiato. 

ratings-4

Recensione | Moshi Moshi di Banana Yoshimoto



EDITORE: Feltrinelli Editore

PAGINE: 206

PREZZO ebook: 5,99

PREZZO cartaceo: 6,40

LINK ACQUISTO: AMAZON | IBS


Trama

Dopo aver perso il padre in quello che ha tutta l’aria di essere stato un doppio suicidio d’amore, Yoshie si trasferisce dalla sua casa di Meguro a un minuscolo e vecchio appartamento a Shimokitazawa, un quartiere di Tokyo famoso per le sue stradine chiuse al traffico, i ristoranti, i negozietti, nonché meta degli alternativi della capitale. Qui Yoshie spera, aiutata dall’atmosfera vivace, di superare il dolore e dare una nuova direzione alla sua vita. Un giorno, però, sua madre le si presenta a casa all’improvviso con una borsa Birkin di Hermès e qualche sacchetto. Inizia così una bizzarra convivenza che unisce le due donne lungo il percorso di elaborazione del lutto che le ha colpite, le pone di fronte a verità inaspettate, le aiuta a scorgere fiochi lumi di speranza nel buio di una quotidianità ferita.Moshi moshi – “pronto” al telefono – è il racconto di una rinascita, la favola delicata e struggente della vita di un quartiere, la storia di una madre, di una figlia, di un grande dolore e di qualche piccola felicità inattesa.

Recensione

Buongiorno e bentornati, impavidi lettori! Il libro di cui parleremo oggi l’ho letto a seguito della mia decisione di partecipare alla sfida di lettura Il giro del mondo in 80 libri (abituatevi, quest’anno saranno parecchi i libri che leggerò per questa challenge!). Il paese di questo libro è, ovviamente, il GIAPPONE, in cui si doveva leggere un libro di Banana Yoshimoto.

***

Ho sempre voluto leggere qualcosa di questa autrice e non vedevo l’ora di immergermi nella lettura ma, devo ammettere, è stato molto difficile leggere tutto il libro, fino alla fine. Non so se è colpa mia, per aver avuto troppe aspettative nei confronti dell’autrice, o se ho incontrato la sua opera meno riuscita. Mi aspettavo un libro poetico e pieno di emozioni e invece mi sono ritrovata tra le mani un libro… freddo. Non saprei dirlo in altro modo. Ho letto tanti libri, alcuni mi sono piaciuti e altri no, ma è la prima volta che leggo una storia così fredda.
Tutta la storia sembra sospesa in un limbo. La scomparsa del padre della protagonista è circondata da un mistero, ma non viene approfondita. Onestamente, mi ha lasciato dell’amaro in bocca. La dinamica suicidio/omicidio che ha portato alla sua morte viene affrontata a mio avviso in modo molto superficiale. L’elaborazione del lutto c’è e non c’è. Forse la colpa è mia, di non essere riuscita a capire il libro. Ci ho provato veramente, ma l’io narrante, a dispetto della sua età, mi è apparsa una ragazzina molto infantile e volubile. La storia procede lentamente, e sembra di stare sempre al punto di partenza.
Non posso dare un punteggio più basso perché, in compenso, il libro è ben scritto e ha delle belle descrizioni, ma il percorso di rinascita, a mio avviso, poteva essere sviluppato in maniera migliore.

ratings-3